Tema e Variazioni [Galleria Atrio Como]
Autore: Bruno Munari
19 Maggio 1990
[Archivio]
Como. Galleria Atrio 19 maggio 30 giugno 1990
Mostra di Bruno Munari
TEMA E VARIAZIONI
Ogni gioco ha la sua regola, semplice come nel gioco svizzero dei quattro cantoni, oppure complicata come nel gioco degli scacchi. La regola deve essere molto precisa e va osservata rigorosamente, ma anche esplorata in tutte le sue varianti secondo un modo di fare, di origine giapponese, che suggerisce: "la perfezione è bella ma stupida, bisogna conoscerla e usarla ma romperla". Tutte le rotture possibili (che rispetta:qo la regola) sono giuste. Non esiste un limite di quantità, ci può essere sempre qualche persona di fantasia che scopre altre variazioni. Tema e variazioni è anche un gioco di sperimentazione delle possibilità di comunicazione visiva di una immagine, oppure in altri casi, delle possibilità di uso di un materiale, delle possibilità di applicazione, delle possibilità di variazioni materiche, delle possibilità di trasformazione a due o più dimensioni .... Da questa sperimentazione nascono degli eventi che stimolano la creatività dell'operatore nel caso di applicazioni pratiche di ciò che viene evidenziato dall'operazione. Esempio: si decide di fare delle variazioni sulla forma e le componenti del viso umano. Uno potrebbe iniziare subito senza stabilire una regola, e disegnare il viso umano visto di fronte, di tre quarti, di quattro quinti, dal di sopra, dal di sotto, dal due terzi di sotto, mescolato con altri elementi... ma questo tipo di operazione porta anche un poco di confusione perché non dà un parametro di confronto tra i risultati ottenuti. Si stabilisce allora che le costanti che collegheranno tutte le varianti saranno i punti degli occhi, del naso e dalla bocca, di un viso visto di fronte, solo di fronte, altrimenti le varianti diventerebbero troppe. Caso mai si possono fare in un secondo tempo, con un'altra sperimentazione, e un'altra regola. Se la regola è precisa i risultati sono evidenti e facilmente paragonabili tra loro. Da tutte queste immagini si possono trarre spunti per altri lavori di tipo grafico, pubblicitario, decorativo. Bisogna dirlo, altrimenti c'è qualcuno che, fumando una sigaretta può chiederci: ma a che cosa serve tutto ciò?
Bruno Munari
5 maggio 1990
LA CITTADINANZA PATAFISICA A MUNARI
Durante l'inaugurazione della mostra, alla presenza di numerosi amici comaschi e di Cardina (dove Munari soggiornava tutta l'estate), milanesi e svizzeri si è svolta una serissima cerimonia all'insegna della patafisica.
L'illustre professor Luciano Caramel ha letto le motivazioni di conferimento a Bruno Munari della Cittadinanza Comasca Patafisica ed all'illustrissimo designer milanese sono state offerte le chiavi della città di Como che, come è stato sottolineato, "per risparmiare - e nel più puro stile comacino - erano di legno". Anzi, erano addirittura un'opera scultorea realizzata da Angelo Tenchio.

Gallery

File allegati
Parole chiave:
Munari
Mostra
Creatività
Galleria Atrio